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ASSOCIAZIONE
PER L'ARNO
O.N.L.U.S.
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Empoli,
17 gennaio 2004
COMUNICATO
STAMPA
Gasperini (Legambiente): "Non arrivano i soldi e ci sono gravi ritardi
sugli interventi programmati"
La Finanziaria 2004 dimentica l'Arno. Bugli: "Chiediamo
un incontro al Ministro"
L'Associazione per l'Arno chiama Matteoli ad un confronto sulla questione
dei mancati finanziamenti
Un confronto con il Ministro dell'Ambiente sui mancati finanziamenti per
l'Arno, questo chiede l'Associazione per l'Arno nel giorno in cui la protesta
sul fiume arriva a Firenze. Il presidente Vittorio Bugli rinnova la critica
sostanziale alle scelte del Governo e invita il Ministro ad accettare
un confronto con l'Associazione sugli interventi necessari alla messa
in sicurezza del nostro fiume. "Il tentativo di giustificare le
scelte del Governo affidato all'onorevole Migliori - commenta Bugli -
dimostra l'imbarazzo di chi avrebbe dovuto impegnarsi nella tutela e nella
rivalutazione dell'Arno e invece ha ridotto a poche briciole la disponibilità
di finanziamenti. Riguardo ai progetti, ripetiamo: ci sono molte opere
da fare lungo l'Arno - ribadisce Bugli - che potrebbero essere approvate,
se ci fossero i soldi. Siamo disposti a parlarne a un confronto su queste
questioni, anzi chiediamo un incontro al Ministro Matteoli. L'Associazione
non vuole attaccare nessuno, ha come unico obiettivo la difesa dell'Arno".
"Un'altra
legge finanziaria che si dimentica dell'Arno - dichiara Federico Gasperini,
responsabile del settore acque di Legambiente Toscana - Ancora una volta
la difesa del territorio, del suolo, la protezione dei cittadini, da effettuarsi
attraverso interventi preventivi, non trovano adeguati finanziamenti e
non sono ritenuti centrali da parte del Governo centrale. Lo strumento
di pianificazione è pronto da tempo ed è rappresentato dal
Piano di Bacino dell'Arno (Bacino di livello nazionale) il cui insieme
degli interventi previsti rappresentano l'opera pubblica più importante
da realizzare nella nostra Regione. In particolare - continua Gasperini
- sono notevoli i ritardi nella realizzazione degli interventi programmati
dal Piano di Stralcio Rischio Idraulico, approvato già nel '99,
ed il motivo principale è che gli Enti locali non hanno i finanziamenti
necessari. Nel nostro Paese è difficile sostituire la logica degli
interventi d'emergenza, cioè a catastrofe avvenuta, che implicano
notevolissimi finanziamenti a pioggia e ricostruzioni spesso aberranti
per il territorio, con la logica della prevenzione da attuare attraverso
investimenti mirati alla realizzazione d'interventi strutturali, sia localizzati,
sia estesi su tutto il bacino. Quello che manca - conclude Gasperini -
è insomma, una basilare e adeguata manutenzione del territorio".
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