Empoli, 10 gennaio 2004 COMUNICATO STAMPA Rinnovata
la richiesta di un'azione più incisiva ai parlamentari eletti in
Toscana Ammonta a più di cento milioni di euro, per la precisione 116.007.144 euro, la somma che la Finanziaria 2004 avrebbe dovuto riservare alla tutela e alla messa in sicurezza del fiume Arno, secondo quanto previsto dal Piano dell'Autorità di Bacino. La protesta organizzata dall'Associazione per l'Arno con Legambiente, Arci, Uisp e le associazioni di Protezione Civile vuole portare all'attenzione della popolazione del fiume le gravi conseguenze di questa politica. L'Associazione per l'Arno denuncia le scelte del Governo: "Per il fiume sono state riservate solo le briciole - dichiara il presidente dell'Associazione, Vittorio Bugli - e quel poco era già stato destinato nella Finanziaria 2003, essendo stato confermato l'importo rimodulato. Non ci sono ulteriori risorse per l'Arno. Questa Finanziaria è penalizzante, non consente alcuna nuova azione programmatoria". "Il piano di bacino dell'Arno è stato penalizzato dalla legge finanziaria - aggiunge Piero Baronti, presidente di Legambiente Toscana -. Non ci sono soldi per contrastare il dissesto idrogeologico del territorio e il Ministro Matteoli insieme al suo sottosegretario Tortoli, entrambi toscani, non hanno riportato a casa un bel niente. Ai ministri, ai sottosegretari ed ai parlamentari toscani del Polo delle Libertà non resta che dichiarare il loro fallimento per non essere riusciti a rappresentare e difendere, nei palazzi alti, gli interessi della propria regione e del terzo fiume italiano". L'Associazione per l'Arno rinnova la richiesta di uno stanziamento di cento milioni di euro l'anno per la tutela e la rivalutazione dell'Arno, e l'invito a tutti i parlamentari eletti in Toscana ad un'azione di tutela e rivalutazione dell'Arno. Il 28 settembre scorso, in occasione della conclusione della Festa dell'Arno, a San Rossore, aveva presentato il "Manifesto dell'Arno", la prima Carta del fiume. |