San Rossore, 28 settembre 2003 COMUNICATO STAMPA Le richieste
dell'Associazione per l'Arno ai parlamentari eletti in Toscana e al Governo Cento milioni di euro l'anno per l'Arno, no a qualsiasi ipotesi di condono edilizio sulle sue sponde: sono queste le principali richieste contenute nel Manifesto per l'Arno, la prima Carta del fiume con la quale la Associazione per l'Arno si presenta ai parlamentari eletti in Toscana. All'interno della tenuta di San Rossore, nella villa presidenziale del Gombo, il presidente dell'Associazione, Vittorio Bugli ha disegnato il quadro, preoccupante, dello stato di salute del fiume e ha avanzato le prime richieste della neonata Associazione, che raccoglie istituzioni, associazioni, enti, singoli cittadini uniti dalla volontà di rivitalizzare e valorizzare l'Arno. La stesura del Manifesto per l'Arno rappresenta l'atto conclusivo della Festa dell'Arno, il frutto dell'esperienza della carovana che ha disceso lungo il corso del fiume dalla sorgente sul monte Falterona (da dove è partita il 10 settembre) alla foce (dove è arrivata il 21 settembre) in canoa, bicicletta e a cavallo. Si tratta di un documento aperto al contributo della società toscana. Ai parlamentari eletti in Toscana il Manifesto per l'Arno presenta precise richieste. Bugli le ha lette a nome di tutta l'Associazione: "Ai Parlamentari eletti in Toscana chiediamo di svolgere una adeguata azione parlamentare per l'ottenimento dei seguenti obiettivi: 1. ottenere un impegno di 100.000.000 euro nella prossima Legge Finanziaria, e con continuità in quelle successive, per la realizzazione degli interventi previsti dal Piano di Bacino del Fiume Arno per la mitigazione del rischio idraulico e per la realizzazione degli interventi occorrenti per la riduzione dei valori inquinologici degli scarichi fino a farli rientrare nei limiti previsti dalle norme nazionali ed europee. L'intervento darebbe anche avvio ad un circuito virtuoso di risorse provenienti dagli altri livelli istituzionali e dai privati. 2. Confermare gli impegni finanziari previsti nelle precedenti Leggi dello Stato evitando assolutamente il rischio di spostare risorse già destinate su provvedimenti legislativi futuri. 3. Escludere ogni forma di condono su quanto costruito illecitamente nelle aree di pertinenza fluviale". Per l'occasione, Legambiente ha lanciato in Toscana "Puliamo l'Arno", all'interno del programma nazionale di "Puliamo il mondo": nella tenuta di San Rossore, provvedendo alla pulizia delle sponde del fiume e della spiaggia. Giovanni Menduni, segretario generale dell'Autorità di bacino del fiume Arno ha parlato del rischio idraulico e dell'attività di prevenzione; Alessandro Lippi, direttore generale dell'Arpat ha presentato un rapporto sullo stato di salute dell'Arno, partendo dalle rilevazioni eseguite in tre delle dodici tappe della discesa lungo il fiume dalla sorgente alla foce. Le conclusioni sono state affidate all'assessore all'ambiente della Regione Toscana, Tommaso Franci. Ai protagonisti della discesa lungo il fiume, canoisti, ciclisti, cavalieri e tutti i componenti della carovana, è stato consegnato un attestato. |