ASSOCIAZIONE PER L'ARNO
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Figline Valdarno, 15 settembre 2003

COMUNICATO STAMPA


L'intervento del sindaco di Lastra a Signa, che partecipa alla carovana dell'Associazione per l'Arno
Festa dell'Arno. Moscardini: "L'ambiente fa paura alle giovani generazioni"
La Carovana denuncia l'abbandono del fiume come problema culturale e si propone come punto d'incontro tra istituzioni e associazionismo


"Oggi i nostri figli hanno più timore a scendere sul greto di un fiume che a viaggiare in scooter su strade transitate ad alta velocità. Questo è il segno che il recupero dell'Arno non necessita tanto di investimenti o di competenze tecniche, ma di una nuova cultura ambientale che tutti quelli che hanno a cuore la Toscana, non solo le Amministrazioni pubbliche, devono adoperarsi per diffondere sempre di più fra la gente, a partire dalle scuole".

Così il Sindaco di Lastra a Signa, Carlo Moscardini, nativo di Ponte a Signa e nipote di "pescatori d'Arno", presente nella carovana a cavallo fin dalla sorgente, si rivolge ai suoi concittadini e a tutta l'area fiorentina della Piana nella quale la Festa dell'Arno si svolge da oggi fino a giovedì. D'altra parte Lastra a Signa vanta antiche tradizioni culturali legate al fiume. "Tutto il lato nord della città si dipana lungo il fiume ed esistono località, come Ponte di Mezzo, che testimoniano di un fiume sul quale si viveva da mattina a sera: commercio, giochi, trasporti, convivialità, gran parte della vita si svolgeva proprio qui".

Moscardini prosegue e ricorda come: "Il Comune di Lastra a Signa, sul quale ha sede il più grande depuratore d'Arno che serve tutta la Piana, si è assunto i suoi compiti istituzionale e non solo. La nascita dell'Associazione per l'Arno infatti ha lo scopo di andare oltre le istituzioni e mettere insieme sensibilità diverse ma tutte altrettanto utili. Per questo il 17 presenteremo il concorso letterario Arno: fiume di pensiero. Per rilanciare il fiume abbiamo bisogno di artisti e di poeti".

Moscardini insiste sui "valori" da recuperare: "La scelta di scendere il fiume a cavallo, lentamente, anziché con delle jeep, non è casuale: dobbiamo diffondere valori più sobri e sinceri di quelli che la modernità consumistica ci impone. Per tornare a fare il bagno nei fiumi dobbiamo far sì che la gente torni a sentire il fiume come una cosa familiare, questo sarà un deterrente decisivo per svegliare le coscienze di chi lo ha inquinato e continua ad inquinare e uno stimolo senza pari per tutti quelli che, come noi, vogliono creare nuove occasioni di incontro sul nostro fiume".